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sabato 3 novembre 2012

Plaisentif il" formaggio delle viole"






immagine dal web

Questo formaggio è il primo prodotto da me inserito nel database di Gente del Fud, una community nata da un'iniziativa del Pastificio Garofalo, in cui i Food Blogger possono segnalare le eccellenze del territorio italiano e restituire all notorietà che meritano prodotti altrimenti dimenticati..
Del Plaisentif se ne era persa la tradizione, da qualche anno ripresa ed applicata grazie all'Associazione Culturale Poggio Oddone alla Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca e al Comune di Perosa Argrntina che è proprietario del marchio.
Viene caseificato nei prima trenta giorni dopo la salita all'alpeggio, periodo della fioritura delle viole, da cui la viola stilizzata sul marchio che viene posto a partire dalla terza domenica di settembre , quando viene messo in vendita in occasione della fiera di "Poggio Oddone, terra di confine" che si tiene a Perosa Argentina.
Dai sentori intensi e persistenti, la pasta presenta un colore giallo paglierino, struttura dura e un'evidente occhiatura , dalle note piccanti e dal profumo di nocciole.
Il Plaisentif ha una produzione molto limitata, una decina di alpeggi che sono collocati in Val Chisone, lungo il "Sentiero Balcone degli Alpeggi", ora conosciuto come Sentiero del Plaisentif, una passeggiata consigliabile anche a chi non è abituato a camminare in montagna.

I PRODUTTORI:

Selleries: Agù Chiaffredo
Pian dell'Alpe: Canton Ettore
Pian dell'Alpe: Challier Ivano
Assietta: Aglì Stefano
Gran Puy: Perotti Giovanni
Chezal: Tribolo Massimo
Laval: Perotti Franco
Troncea: Giletta Massimo
Meis: Raso Gianluca
Predamont: Aglì Tiziano

Per saperne di più ecco un video che spiega in dettaglio tutto ciò che c'è da sapere sul Plaisentif:



sabato 13 ottobre 2012

I Persi pièn........le pesche ripiene!


Iniziano le prime giornate autunnali, ci si sveglia talvolta con una pioggerella fastidiosa, il buio e l'umidità ti penetrano nelle ossa...
Giovedì era una giornata di questo tipo e la mia amica Elsa mi scrive:
"Per esorcizzare il maltempo ho cucinato le mie pesche ripiene...."
Mamma mia, le pesche di Elsa...due volte le ho assaggiate ed erano indimenticabili....come quelle che cucinavano le donne della mia famiglia e che non ho mai osato fare....
così ho chiesto ad Elsa la ricetta e devo dire che sono venute buone come le sue.
Riporto la ricetta, anche se è un dessert comunissimo, tipicamente piemontese e che sicuramente avrà un sacco di versioni qui nella blogosfera, ma per me è una ricetta del cuore....grazie Elsa!
Ingredienti
(le dosi sono per 6 pesche, io ne avevo otto, quindi ho aumentato le dosi)
80 gr di amaretti (100 per me)
50-60 gr di cacao amaro (ho lasciato la dose invariata)
un tuorlo d'uovo
50-60 gr di zucchero (70)
Svuotare parecchio le pesche tagliate a metà (lasciare la buccia!) e frullarne la polpa, si può anche schiacciare, a seconda di quanto sono mature.
Montare il tuorlo con lo zucchero, aggiungere il cacao, gli amaretti sbriciolati finemente, aggiungere la polpa e riempire abbondantemente le pesche.
Cospargere ogni pesca di zucchero e pangrattato (io non l'ho messo perché mio figlio non tollera il frumento) ed aggiungere un fiocchetto di burro.
Cuocere su una teglia coperta da un foglio di carta forno bagnata e non troppo strizzata in forno a 180° per 40 minuti (nel mio più di 50) più 5 minuti di grill.
NON vanno mangiate calde, il giorno dopo sono ancora più buone!