giovedì 21 aprile 2011

Guardini......e i cupcakes rossi di Prezzemolo!

La GUARDINI è una ditta di Volpiano (TO) con 60 anni di esperienza nella produzioni di stampi da forno.
Da che ricordo, a casa mia ci sono sempre stati utensili Guardini......ora  l'azienda vanta davvero un'infinità di  prodotti : stampi antiaderenti, in silicone, forme per biscotti e dolcetti, coppapasta.....c'è da perdersi......date un'occhiata QUI....
Immaginate la nostra gioia stamattina nel ricevere questo pacco.....


Tanti stampi diversi e tantissime possibilità di sbizzarrirci con creazioni dolci o salate....
Sì, abbiamo inaugurato subito gli stampini Amélie e visto che c'era PREZZEMOLO ha preparato lui questi stupendi Red Velvet Cupcakes:


Ora lascio a lui la parola per la ricetta:
INGREDIENTI:
100 gr di burro IN.AL.PI.
250g di farina Antigrumi Molino Chiavazza
15g di cacao
un pizzico di sale
2 uova
200g di zucchero
1bustina di vanillina
125 ml di latte più 125 di yogurt bianco mescolati assieme (variante del latticello)
3 cucchiai di colorante rosso (per dolci)
1 cucchiaio di aceto di vino bianco più uno di bicarbonato

PER DECORAZIONE:  UNA CREMA GOLOSA
160 gr di Philadelphia
200 gr di panna da montare già zuccherata
confettini di zucchero q.b.
PREPARAZIONE:
Setacciare  farina ,cacao e sale.
Montare burro e zucchero e aggiungere uova, vanillina, colorante e latte e yogurt mescolati insieme.
Mescolare gli ingredienti alternandoli e poi per ultimi aggiungere bicarbonato e aceto mescolati insieme.
Cuocere a 175° per 30 minuti
Con questa quantità  abbiamo ottenuto 6 dolcetti e una ciambella.
Ora montare la panna e aggiungere la Philadelphia e con questo composto riempire una sac à poche e decorare a piacere i dolcetti spargendoli di confettini colorati.
La ricetta l'abbiamo cercata qua e là sul web, ma poi abbiamo utilizzata questa  di Juls' con qualche variante....

Creme di fave e pecorino con crackers ai semi di zucca

La ricetta dei crackers:
200 gr farina tipo 0 Molino Chiavazza
100 gr burro  e 4 cucchiai di grattugiato IN.AL.PI.
un pizzico di sale, 5-6 cucchiai d'acqua e un pugno di semi di zucca tostati (erano nel pacco di Melandri Gaudenzio ed ero curiosa di provarli)
Impastare gli ingredienti, spianare la pasta e tagliare con la rotellina dei rettangoli che cuoceranno a 180° per una ventina di minuti.
Preparare la crema di pecorino sciogliendo 100 gr di pecorino toscano tagliato a lamelle in un pò di latte e mescolare a fuoco dolce finchè la consistenza non diventa cremosa.



Per la crema di fave ho usato la farina istantanea di fave Farinpiù di Melandri Gaudenzio che si prepara così:
In una pentola soffriggere uno spicchio d'aglio e un pochino d'olio, togliere l'aglio colorito e versare a pioggia la farina versando subito dopo un litro di brodo vegetale (carote, sedano, cipolla,ecc.) e mescolando con una frusta.
"Aggiustare" di sale e di pepe, e versarla in una fondina con un filo d'olio, accostandovi la crema di pecorino e i crackers.....buon appetito!
Un grazie al nostro aiutante Prezzemolo per avermi spiegato la funzione MACRO della macchina foto....

mercoledì 20 aprile 2011

Nuova collaborazione e........Tortino di Luvertin!

Questi freschi ed invitanti prodotti ci sono appena arrivati dall'Azienda IN.AL.PI. che si trova a Moretta (CN).
Le famiglie proprietarie di questa ditta erano attive già nel 1800 nel settore lattiero-caseario e la tradizione, unita all'innovazione tecnologica, ha dato origine all'azienda com'è ora. Qui si produce
un'ampia gamma di prodotti: ai principali derivati del latte, panna, burro e yogurt, si affiancano i lavorati quali il preparato alimentare per pizza e il formaggio fuso filante, i formaggini, il formaggio fuso a fette (anche in versione light ed a basso contenuto di colesterolo), ottenuti utilizzando solo formaggi e latte, di cui si apprezza tutto il sapore.
Completano l'offerta disponibile la commercializzazione di formaggio grattugiato fresco e di diversi tagli di formaggi classici.
E ora.....cosa di meglio che una ricettina primaverile per "sperimentare" questi prodotti?? Ecco allora un tortino di Luvertin (così noi piemontesi chiamiamo i germogli del luppolo)
Ho preparato una pasta brisée con 200 gr di farina integrale, 100 di burro (IN.AL.PI.) un pizzico di sale e acqua q.b. (circa 50 ml).
Mentre la pasta riposava, ho pulito ( togliendo il gambetto più duro) e sbollentato due mazzetti di luvertin.
Ho poi preparato il ripieno con: tre uova (i bianchi a neve rendono il ripieno più soffice), 4 cucchiai di grattugiato e un pezzo di caciotta di circa 100 gr ,tagliata a pezzi molto ,molto piccoli con la grattugia a buchi grossi (grattugiato e caciotta IN.AL.PI) più ovviamente i luvertin un pò tagliuzzati con le forbici, sale, pepe e un pizzico di curry.
Sempre con le forbici ho tagliato la pasta brisée che avevo spianato a disco e messa in una teglia dandole una forma a fiore.
Ho cotto il tortino in forno a 180° per una mezz'oretta.
Il risultato? Una pietanza molto saporita e apprezzata!

martedì 19 aprile 2011

TIRA' di Crescentino

Questa ricetta mi arriva dalla mia amica Lellina Alemanno, pittrice e giornalista.

TIRA’

Da quando mi ricordo, e di acqua ne è passata sotto il ponte del Po, sulle tavole di  Pasqua a Crescentino non sono mai mancati I TIRA’. Qualcuno, ma è una minoranza, li chiama  LE TIRA’, e comunque, al di là del genere maschile o femminile, tutti ne vanno ghiotti ed è questo l’incontestabile dato unificante. Sono dolci rustici, simili a minuscole pagnottelle che i bambini intingono volentieri nel latte ed i grandi nel vin santo o nel marsala.
Un tempo le donne li preparavano nelle proprie cucine per poi  portarli  a cuocere  nei forni comuni,  luoghi d’aggregazione privilegiati per il fitto intreccio di  notizie e pettegolezzi. Ora questi gesti, per secoli riproposti, appartengono alla storia locale ma è bello ed importante rievocarli affinchè non si perdano irrimediabilmente nelle ceneri della dimenticanza.     
Piera Torre, in periodo pasquale ripete da sempre la ricetta insegnatale  dalla madre Eglantina Ottino scesa negli anni 30,  per amore di suo padre Andrea, dalle colline del Valentino di Verrua Savoia alla Frazione Galli di Crescentino. Ad Eglantina, a sua volta, l’aveva tramandata la   suocera che forse l’aveva ereditata dalla mamma. Immaginiamo dunque i nostri “tirà allineati sul tavolo in legno di una cucina ottocentesca dalla volta a botte, le finestre piccole ed il  grande camino.     
 
 Ingredienti:

1 kg di  FARINA
3,5 hg  di ZUCCHERO                                                                           
3,5 hg BURRO                                                                                  
6 UOVA (4 INTERE , 2 SOLO IL TUORLO)                                                                                     
LA SCORZA DI 2 LIMONI GRATTUGIATI                                                      
LA SCORZA DI MEZZA ARANCIA  GRATTUGIATA
1 BICCHIERINO DI LIQUORE DOLCE
UN PIZZICO DI NOCE MOSCATA
2 BUSTINE DI LIEVITO VANIGLIATO

Si impastano tutti gli ingredienti come per fare la pasta frolla. Si ricavano poi dei filoni  della larghezza di circa 4 cm e li si suddivide in piccoli pani. Li si pizzica leggermente  sui due lati come per formare una grande caramella e li si spolvera di zucchero. Li si mette in forno a 180 ° per mezz’ora circa. E voilà.

Benchè la  ricetta originale preveda solo la scorza grattugiata di mezza arancia, Piera  ogni volta trasgredisce  per accontentare il marito Domenico Bottino, personaggio mitico di Crescentino: non solo è  lui che ha decorato per una vita  quasi tutte le case del paese, ma ha cantato meravigliosamente in chiese  e  teatri ed anche  recitato la parte di se stesso nel bel film  di Giovanni Mangiano: “Il mare non bagna le nuvole” ambientato nelle nostre terre d’acqua e  sulle colline oltre il grande fiume. E passi dunque la trasgressione della  scorza di un’ arancia intera  per la gioia del nostro artista che non rinuncia mai ai suoi tirà, specie quando parte per andare a pesca. Riposti in una scatola di latta si conservano infatti per alcuni mesi. Sono buoni, energetici e friabili. E con loro, non solo per Domenico, la festa continua oltre la Pasqua.

Maria Giulia Alemanno

http://www.mariagiulia-alemanno.com

lunedì 18 aprile 2011

Riproponiamo la Pastiera!




La settimana precedente la Pasqua, ogni casa napoletana diventa una vera e propria pasticceria e in casa di mia zia dove io vivevo, l'atmosfera della preparazione dei dolci pasquali era particolarmente sentita.
Da noi non si faceva la Pastiera, si facevano "Le" Pastiere che venivano regalate ad amici e parenti con mia grande tristezza.....
Naturalmente non mancavano le Pastierine per le "creature"....
Lo chef era la zia Giuseppina, apprezzatissima da tutti in questo settore.
Io, partecipando assiduamente a questa funzione ,ne ho conservato ricette e modi
Meditate, state preparando "La" Pastiera.....

Prendere mezzo litro di latte, versarlo in un tegame, versarvi mezzo kg di grano già bollito e fare cuocere per circa 20 minuti con la buccia di un limone intero, rimestare con frequenza, finchè non diventi cremoso.
Estrarre la scorza, lasciare raffreddare.
In una grossa ciotola versare 400 di zucchero, 5 tuorli d'uovo e sbattere a crema.
Setacciare 500 g di ricotta romana e aggiungerla nella ciotola. Aggiungere 50g di burro fuso e intiepidito, una bottiglina di acqua di fior d'arancio o meglio millefiori, difficilmente reperibile fuori Napoli.
Aggiungere 2 cucchiaini di cannella, alcune gocce di vaniglia, 50 gr di frutta candita a pezzettini piccoli, la scorza di un limone grattugiata e un pizzico di sale, aggiungere il grano precedentemente cotto nel latte ed amalgamare il tutto.
Portare a neve 2/3 dei bianchi d'uovo avanzati ed incorporarli con un bicchiere di latte al ripieno.
Intanto preparate un pasta frolla poco lavorata così composta:
250 gr farina
120 gr di strutto
100 di zucchero
2 uova
1 pizzico di di sale
la buccia grattugiata di un limone.
Con poco più della metà di questa pasta tirata a 2-3 mm di spessore foderare un "ruoto" che sia non più di 4 cm di altezza, possibilmente svasato, di circa 25- 28 cm di diametro.
Con la pasta frolla rimasta preparare delle liste larghe circa 12 mm e lunghe abbastanza da coprire il diametro (30 cm)
Riempire il "ruoto " foderato di pasta frolla con il ripieno, lasciando un bordo di un cm- un cm e mezzo.
Adagiavi delicatamente le liste di pasta frolla formando un disegno a losanga.
Portare il forno a 180° e cuocere x circa un'ora abbassando di una decina di gradi a fine cottura.
Toglierla dal forno quando l'impasto prende un colore ambrato, raffreddare e prima di servire spolverare la superficie con zucchero a velo
Con questa ricetta partecipiamo a:

domenica 17 aprile 2011

Crostata di cipolle rosse

Questa è una ricetta molto insolita che ho trovato sul libro "Cuocere al forno" e che ho realizzato con qualche modifica....
Far rosolare in una padella 500 gr di cipolle rosse tagliate a spicchi con un pezzo di burro (40-50 gr) e 6 cucchiaini di zucchero (tre per me).
Quando sono ben rosolate aggiungere un rametto di timo, tre cucchiai di aceto  (io ne ho messo uno di balsamico), sale e pepe e cuocere ancora finchè il liquido non si è assorbito.
Preparare una pasta frolla dolce , ma senza vaniglia nè limone adagiarla in uno stampo, riempirlo con  il composto e cuocere a 180° per circa 25 minuti.
Il gusto è molto particolare, chi non apprezza l'agrodolce, può sostituire la frolla con una più rassicurante pasta brisée.

sabato 16 aprile 2011

FoodBloggers e ...qualcosa di rosso

Notizia: siamo su FoodBloggers.it , l'aggregatore dei food blog italiani, che tra le varie iniziative propone tutti i mesi un contest con un ingrediente diverso come tema.
Siamo contenti di comparire su questo sito, simpatico già nell'immagine di uova, farina e pasta a noi familiare....e poi ci abbiamo trovato degli amici blogger che già conoscevamo!
L'ingrediente  del contest di Aprile è il pomodoro ciliegino di Pachino....e qui è il terreno di Friariello che invito a spremersi le meningi, mentre io mi dedico a qualcos'altro di rosso e vi propongo seduta stante la mia:
Marmellata di fragole e zenzero
Pulire un kg di fragole (andrebbero lavate nel vino), privarle della parte verde e tagliarle a pezzetti.
Metterle in una ciotola col succo di un limone e tre hg di zucchero.
Lasciarle a macerare alcune ore, meglio se tutta la notte, dopodichè scolarle e mettere il succo a bollire con un mezzo cucchiaino di zenzero in polvere.
Appena il succo bolle, aggiungere le fragole e far cuocere dolcmente per un'oretta, schiumando ogni tanto, finchè la marmellata non abbia la consistenza desiderata.
Si ottengono due barattoli di marmellata che si possono sterilizzare sia mettendo la marmellata nei vasi caldi che andranno poi avvolti in panni e fatti raffreddare o mediante bollitura.
Io non penso neanche a sterilizzarli perchè due barattoli  qui spariscono come per magia.
La punta di zenzero dà alle fragole un brio e un "frizzantino" che le rende più interessanti, a seconda dei gusti se ne può mettere un cucchiaino anzichè mezzo.